mercoledì 13 febbraio 2008

Perchè questo blog?



Dopo questo video vi chiedete ancora perchè nasce questo blog? Questo blog nasce perchè abbiamo tutti quanti il bisogno di informare e informarci a vicenda di quello che sta succedendo, visto che sappiamo bene tutti quanti che il telegiornale non è più qualcosa da cui attingere informazioni perchè di fatto non ne da... E perchè senza informazione succede quello che si vede alla fine del video: applausi di persone che non sanno chi hanno davanti!!! Perchè se lo sapessero credete che farebbero la stessa cosa????
Non voglio avere pretese, semplicemente vorrei condividere con voi le mie piccole scoperte di ogni giorno e, viste le ultime, anche condividere un po' della rabbia che ci sale in corpo!!!!
Abbiamo bisogno di sapere: abbiamo bisogno di sapere che con la nuova legge elettorale stiamo spalancando le porte (che, a dire il vero, erano già abbastanza aperte) ai pregiudicati, a persone che dovrebbero andare in galera invece di arricchirsi con i nostri soldi come stanno facendo!!! Abbiamo bisogno di sapere tutte le bugie che ci raccontano e che i giornali non smentiscono!!! Abbiamo bisogno di aprire gli occhi che cercano in tutti i modi di chiuderci per non farci vedere tutto quello che succede!
Perchè finche abbiamo un diritto che è quello di voto non dobbiamo rassegnarci pensando che tanto è tutto uno schifo, ma dobbiamo cercare di capire cosa è buono e cosa non lo è! E questo è grazie all'informazione libera!
Quindi mi piacerebbe che questa fosse un blog aperto dove scambiare commenti e informazioni così da arricchirci l'uno con l'altro in modo da esercitare il nostro diritto in maniera consapevole!
Io ci provo...conto sul vostro aiuto!
Perchè più giro e più mi giranooooooooo............!!!!!!

3 commenti:

mrk ha detto...

Si, hai proprio ragione.... e non c'è fine allo schifo, se guardi qua:
http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimenti_giudiziari_a_carico_di_Silvio_Berlusconi
Cosa dire poi di fronte all'ultima "perla"? Berlusconi assolto dal falso in bilancio... perchè ha cambiato la legge ed ora non è più un reato... pazzesco!
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo398432.shtml
E questo dovrebbe essere, stando ai sondaggi, il nostro prossimo presidente del Consiglio... santodio....

Ciao Simo, un abbraccio!

Marcello ha detto...

Simonetta! Sono contento che anche tu abbia deciso di aprire un tuo blog!
Sarò un tuo assiduo lettore! Promesso! Certo, guardando il video che hai postato sono stato assalito DALLA TRISTEZZA...! Che vergogna...

A presto e...continua così! ;-)

P.S: Noto una certa assonanza tra il nome del tuo blog (GIRACHETIRIGIRANO) e il nome del mio (GIRODIBASSO)!!! :-)

Cristina ha detto...

Ciao, sono Cri :-)

Marco Travaglio e alcune sue posizioni affascinavano anche a me all'inizio, ma il mio percorso mi ha portato a trovare delle incongruenze troppo stridenti per tacerle e vorrei condividerle con te. Ti prego LEGGI TUTTO quello che ti riporto qui sotto...
E se i fatti Litvinenko-Mitrokhin vi sembrano così lontani dagli argomenti postati nel blog, vi renderete invece conto che l'etica di un giornalista è tutta qui, in fatti gravi come qsto... soprattutto nel comportamento di "Repubblica", di cui personalmente ormai non mi fido più!

PS: non volevo intasare i commenti ;-b... cmq sto Gabriele Paradisi è una persona di sinistra che, partendo dalle sue convinte posizioni politiche, cominciò un dialogo serrato e pubblico su internet con Paolo Guzzanti.

Aveva poi inviato questa lettera a Marco Travaglio (sotto i due allegati 1,2 di cui parla):


sabato, 17 novembre 2007 ore 11:51

Caro Marco
Ti scrivo in merito al tuo ultimo intervento ad Annozero giovedì 15 novembre, e alle polemiche successive che si sono scatenate.
Il senatore Guzzanti, da te chiamato in causa quale presidente della Commissione Mitrokhin, ha reagito da par suo alle tue dichiarazioni, rivolgendosi persino alla commissione di vigilanza RAI.
Conoscevo già le tue opinioni sull’operato della Mitrokhin, opinioni che tra l’altro, mi risulta, ti hanno già procurato, insieme a Bonini e D’Avanzo, qualche bega legale di cui peraltro vai fiero.
Quello che però mi ha colpito questa volta è un’altra cosa.
Tu ieri, in replica al furore di Guzzanti, hai dichiarato testuale alle agenzie:
“Spesso, vista l’enormità delle cose che racconto, mi coglie il dubbio di essermele inventate.
Quando però vengo denunciato da personaggi come il senatore Guzzanti, mi tranquillizzo: le sue denunce sono il miglior attestato della verità di quello che dico”.
Ora, perdonami, ma queste tue parole mi hanno lasciato letteralmente basito.
Tu, perlomeno a sinistra, sei considerato un giornalista preparatissimo e documentatissimo.
Tu fai “cantare le carte”, parlare i documenti. Ogni tua affermazione nasce, così ripeto ritengono almeno i tuoi tantissimi estimatori, dall’analisi certosina di verbali, di articoli, di resoconti stenografici, di sentenze.
Ora, noi tutti sappiamo quale solenne ruolo vada riservato al dubbio, ma come può mai sorgere in te il pensiero che ciò che stai dicendo, magari a milioni di persone in TV, sia una enormità inventata? A te che fai dei documenti il perno di ogni tua considerazione?
Non posso credere che tu non abbia letto, anche più volte, alcuni passaggi lo richiedono, le quattro relazioni prodotte dalla Commissione Mitrokhin nei quattro anni di lavoro e tutto il materiale di corredo… che so la Relazione Cordova… tanto per dire, o lo stesso Dossier Mitrokhin (quello originale in inglese però, non quello con la prefazione di D’Avanzo…)
Vedi Marco può anche essere che Guzzanti sia una persona che mente, ma non credo che sia degno della tua raffinatissima intelligenza sostenere un sillogismo, perdonami, così volgare:
Guzzanti=Mentitore… Guzzanti=Mitrokhin… Mitrokhin=Bufala
In sostanza Marco io credevo che le tue opinioni sulla tanto vituperata commissione fossero dettate da ciò che tu avevi conosciuto e letto di quel lavoro e non dal giudizio, più o meno condivisibile, che hai di una persona…
Ti confesso che un po’ mi hai deluso, ma voglio credere che la tua sia stata solo una boutade, un’iperbole di sarcasmo, tu che ne sei maestro.
Per cui voglio invitarti a leggere (perché so che non l’hai fatto prima probabilmente per i tanti impegni), una paio di email che ti inviai e per la verità ti detti anche a mano a Bologna durante una tua conferenza…
Sono due lettere [1] [2] [SOTTO] n cui spieghiamo (una è mia l’altra di un mio amico di nome Enrico), alcuni passaggi diciamo così… delicati che riguardano proprio la Mitrokhin e che non possono certo essere da te ignorati.
Passaggi che forse, in parte, potrebbero anche farti ricredere su alcune cose.
Penso che ti possa fare solo piacere riceverli. Sarai d’accordo che tutto ciò che può dare arricchimento ad un professionista è benvenuto.
Ti porgo un cordiale saluto e ti ringrazio dell’attenzione.
Gabriele Paradisi

PS
Non sarebbe una brutta cosa un incontro televisivo sulla vicenda con Guzzanti. Converrai con me che la verità non teme i confronti. Giusto?





#1 17 Novembre 2007 - 11:49

Caro Travaglio
La leggo da anni con molto piacere, trovandola uno dei giornalisti più preparati e documentati esistenti nel panorama della stampa italiana. Le riconosco poi un’inarrivabile capacità comica, assolutamente paragonabile se non superiore a quella di uno Stefano Benni o di un Beppe Grillo. Leggo dunque con avidità tutti i Bananas-Uliwood Party che lei produce e che pubblica sull’Unità di cui sono fedele abbonato on-line.
Negli ultimi mesi mi sono soffermato un po’ di più su quelli che lei ha dedicato al caso Litvinenko e alle connessioni con la Mitrokhin, anche perché seguo da diverso tempo con un certo interesse e impegno, i lavori di quella commissione.
Ho spesso polemizzato direttamente con Guzzanti contestando anche con animosità le sue tesi.
Verso la fine dello scorso anno però è successo qualcosa.
Divertendomi come faccio da sempre nel mio blog a indagare in proprio, scrivendo a giornalisti e politici, ho scoperto alcune piccole screpolature che mi hanno incuriosito e poi via via inquietato.
Gliele voglio raccontare, se avrà la pazienza di leggermi fino in fondo, perché credo che meritino e su di esse le chiederei un parere.

Il 26 novembre 2006 (Litvinenko era morto il 23) su Repubblica Bonini e D’Avanzo pubblicano due articoli molto importanti. Si tratta di una intervista al defunto Litvinenko (raccolta il 3 marzo 2005) e una a tal Evgenij Limarev (raccolta addirittura il 21 e 22 febbraio 2005).
Queste due interviste sembrano dare il colpo di grazia a Paolo Guzzanti e al suo collaboratore Scaramella, affossando definitivamente la credibilità della commissione Mitrokhin.
Infatti i due vengono presentati da Litvinenko e Limarev come dei maldestri pasticcioni interessati unicamente a costruire dossier contro Romano Prodi e la sinistra italiana in genere.
Dell’intervista a Litvinenko mi aveva colpito una frase di presentazione scritta da Bonini: "per espressa volontà dell'ex colonnello, [l’intervista] è interamente "on the record". Eccone la trascrizione”.
Dunque abituato ad attaccare il senatore (da cui in settembre ho rischiato anche una querela) e le sue “deliranti” tesi, scrissi a Bonini per chiedere come mai non pubblicasse, ad esempio su Yuotube, i nastri di quella intervista. Da notare che proprio Guzzanti aveva da poco messo in rete il filmato con la richiesta di indagine sui rapporti tra Prodi e il KGB del deputato inglese Batten presentata nell’aprile 2006. A Bonini chiesi anche perché mai si era tenuto nel cassetto per tanto tempo (quasi due anni) materiale così scottante.
La gentile risposta di Bonini mi lasciò di sasso: “…L'intervista non venne incisa su nastro ma da me "stenografata" e quindi trascritta integralmente il giorno stesso sul mio computer portatile.
Per curioso che le possa sembrare, la ragione per cui la conversazione con Litvinenko non venne resa immediatamente pubblica è in una circostanza propria dei tempi imposti a un quotidiano. La sera del 4 marzo 2005, giorno del mio rientro da Londra a Roma, venne ucciso a Bagdad Nicola Calipari. La vicenda, in quelle settimane e nei mesi successivi, assorbì per intero il mio lavoro e l'attenzione del giornale. Quando la "pressione" del caso Calipari si allentò, i retroscena della commissione Mitrokhin apparvero non più di immediata attualità. Anche perché la commissione si stava spegnendo nel più assoluto disinteresse e vuoto politico da parte della stessa maggioranza politica che l'aveva espressa (nonostante, come lei ricorda, la vicenda Batten alla vigilia delle elezioni)...”.
Passò qualche giorno e il 7 dicembre sempre su Repubblica, a firma Bonini, apparve un’altra intervista chiave della vicenda. Quella all’ex spia Oleg Gordievskij.
Ricontattai il giornalista e ancora una volta mi disse: “…Per quel che riguarda le interviste a Gordievskij e a Bukovskij non esistono registrazioni...”.
A quel punto mi misi alla ricerca dell’ex colonnello del KGB riparato in Inghilterra dal 1985, riusciì a rintracciarlo e a scrivergli. La sua risposta mi confermò quello che ormai cominciavo a pensare: “The interview in Repubblica was 90% fabrication and manipulation. It is the dirtiest newspaper in the world. The truth in detail is known in London already. Very soon it will be shown in the most important BBC programme Panorama…”.
Alla mia richiesta di chiarimenti a Bonini e D’Avanzo non ho mai più avuto risposte.
Tenga conto che di questi particolari, di queste smentite, non v’è traccia alcuna nei giornali in genere, e in quelli di sinistra in particolare. Solo Guzzanti, ovviamente, e in rete, su certi blog, come il mio, se ne parla, ma l’inconscio collettivo è ancora fermo alle prime dichiarazioni che equiparano Scaramella ad “Aigor” Marini e Guzzanti ad un esilarante pazzoide che se solo smettese i suoi panni di senatore della Repubblica potrebbe oscurare la giusta fama dei suoi figli maggiori.
Ora risulta anche a me molto complicato immaginarmi Romanone Prodi un “coltivato” dai servizi segreti sovietici.
Ma perché, mi chiedo e le chiedo, non si è ribattuto alle tesi “farneticanti” di Guzzanti semplicemente sottolineando l’assoluta inaffidabilità delle fonti (ex spie doppio, triplo giochiste) e l’inconsistenza delle prove (chiacchiere riportate da morti)?
Perché si è sentito il bisogno di “manipolare” o “fabbricare”, perché di questo mi sembra che a tutti gli effetti si tratti?
In questo momento, tranne il dimenarsi inconsulto ma giustificato di Guzzanti, la stampa tutta intera o tace, o ripresenta le notizie che sono state smentite, o fa della facile (mi scusi) ironia.

Anche nel suo, sempre piacevolissimo ultimo pezzo, “Totò terzo uomo” del 27 Gennaio, lei incorre, involontariamente penso, e forse solo proprio perché la convinzione generale è proprio quella, in un errore che secondo me è emblematico.
Lei scrive: “Guzzanti senior conduce una contro-inchiesta delle sue. Va a ripescare i vari spioni in menopausa, già molestati per anni da Scaramella…. E scopre verità sconvolgenti. La più grossa, inspiegabilmente trascurata dalla grande stampa, è che esiste in circolazione un simil-Guzzanti, un sosia con tanto di barba e capelli rossi, che Scaramella era solito far incontrare a un’altra spia, Evgeni Limarev, il quale si convinse di aver incontrato il Guzzanti originale, mentre era solo una copia”.
In realtà questa non è stata una scoperta di Guzzanti che incontrò in Francia Limarev l’8 di gennaio, ma fu il giornalista dell’Espresso Marco Lillo a pubblicarlo il 6.
Conoscendola come persona precisissima ritengo che questo lapsus sia proprio dovuto a quell’”ambiente” di disinformazione a cui accennavo prima. Cosa ne pensa?
Se volesse rispondermi le sarei veramente grato…
Grazie dell’attenzione

Gabriele Paradisi






#2 17 Novembre 2007 - 11:49

Egr. Dott. Travaglio.
Lei in passato si è conquistato la fama di giornalista scrupoloso, e capace di scrivere importanti notizie-verità, col supporto giustappunto della copiosa documentazione di cui è solito avvalersi, frutto di evidenti approfondite ricerche.

Per tale fatto Lei si è distinto, e gode della stima incondizionata di una notevole moltitudine di ammiratori.

Negli ultimi mesi ho avuto però occasione di leggere alcuni suoi articoli aventi come obbiettivo il totale discredito del senatore Paolo Guzzanti e del consulente della Commissione Mitrokhin, Mario Scaramella.

Avendo io avuto l’impressione che queste due persone fossero, tra l’altro, oggetto di una campagna decisamente tanto “violenta” e corposa (centinaia di articoli in meno di tre mesi) quanto repentina (cominciò di botto nella seconda metà di novembre) rispetto alla totale fumosità (per non dire falsità) dei fatti di cui le stesse persone sono accusate, e ritenendo che tale campagna, così come il castello di accuse contro di loro, potessero essere il frutto di una strategia demolitoria preparata e progettata da entità che per ora non identifico, mi sono soffermato con particolare attenzione proprio sui Suoi articoli, ritenendo che per la sua fama di giornalista pignolo, preciso, schietto e, soprattutto, documentato, dagli stessi articoli avrei potuto meglio comprendere i fatti, e meglio inquadrarli in relazione alla loro effettiva rilevanza.

Purtroppo, debbo dire, anche nei suoi articoli, Sig. Travaglio, ho notato una decisa tendenza ad andare “oltre le righe”, quando lei parla di Guzzanti e Scaramella, nonche a riferire anche circostanze non corrispondenti al vero. Fatto che mi ha stupito molto, trattandosi di Lei.

Nel suo ultimo articolo pubblicato sull’Unità il 24 maggio scorso, dal titolo “Guzzantosky contro i Quattro”, in particolare lei scrive:

“Citando l'ex spione Aleksandr Litvinenko, il noto bufalaro raccontò che i quattro preparavano "una strage per conto del Kgb, della mafia e dei servizi ucraini" per eliminare lui e il suo spirito guida: il senatore Guzzanti. Il quale avallò subito la tesi del complotto, per le scottanti verità che stavano emergendo alla Mitrokhin sul ruolo decisivo di Prodi nel Kgb e nel delitto Moro. Nell'ottobre 2006 si presentò al Tribunale di Teramo come testimone dell'accusa. E, sotto giuramento, dichiarò con aria grave: "Ho il ragionevole sospetto, confortato da notizie di stampa, che si trattasse di un attentato nei miei confronti".

Tale affermazione, mi perdoni, dipinge un quadro completamente distorto della realtà.

I quattro ucraini furono infatti arrestati, per avere occultate sul furgone 2 granate a frammentazione VOG25-P antiuomo (che, mi creda, quand’anche fossero “arrugginite”, fanno male lo stesso) il 16 ottobre 2005. Quando pertanto Lei riferisce della testimonianza di Guzzanti nel Tribunale di Teramo, il 9 ottobre 2006, mi spiace doverla richiamare al fatto che ciò contrasta fermamente con il suo “avvallò subito la tesi del complotto”, perché in realtà era già trascorso un anno dal giorno dell’arresto.
E proprio nell’ottobre 2006 gli Ucraini furono scarcerati e sottoposti al fermo domiciliare, fatto che dimostra che la testimonianza di Guzzanti fu totalmente ininfluente ai fini processuali o della detenzione.
Anche gli arresti domiciliari furono interrotti il 6 di marzo, dove agli ucraini fu concessa la libertà vigilata.

Pertanto, quando lei successivamente scrive:

“Intanto i quattro - Stefan Kovpac, operaio di 55 anni, Vitaliy Mykhalciuck, mezzadro di 27, Volodymyr Stakhurky, apprendista meccanico di 35, Oleh Havrushsko, dentista di 31 - marciscono in galera per 1 anno e 2 mesi.” Pare che voglia lasciare intendere all’ignaro lettore che di tale detenzione sia responsabile Guzzanti con la sua testimonianza, cosa assolutamente non vera.
La cella, lo ripeto, si aprì il 16 ottobre 2005, e la libertà fu concessa il 6 marzo 2006, dopo 12 mesi di carcere ed altri quattro mesi e venti giorni di fermo domiciliare.
Quindi debbo registrare sia una discrepanza con le date ed i periodi di detenzione (anche successivamente lei parla di 20 mesi di custodia cautelare, altro dato inesatto, non ha che da fare il conto dell’intervallo compreso tra il 16 ottobre 2005 ed il 6 marzo 2006) sia una errata presentazione dell’apporto dato alla causa dal Sen. Guzzanti sotto il profilo temporale (ma anche di contenuti, me lo lasci dire), ove è evidente il tentativo di indurre il lettore a ritenere che egli con la sua testimonianza abbia contribuito all’ingiusta detenzione, quando invece essa ha coinciso, esattamente all’opposto, con la scarcerazione degli ucraini. Scarcerazione che avvenne con oltre sei mesi di anticipo rispetto alla sentenza di assoluzione, che fu formulata per uno di essi persino in contumacia, essendo nel frattempo costui, rimpatriato.

Quando Lei inoltre scrive:
“Ripetono disperati di non saper nulla di quelle bombe, di Scaramella e di Guzzanti, ma non vengono creduti.”, dimentica di riferire che uno di quei poveracci, e cioè Volodymyr Stakhurky, l’apprendista meccanico, è riuscito a portarsi in cella un sofisticato telefonino ad uso professionale del valore di 4000 euro dotato di dispositivo cripto (non intercettabile) con il quale ha effettuato ben 13 telefonate dalla cella, delle quali alcune nella terra madre, telefonate di cui successivamente non ha voluto fornire spiegazioni. Quell’apprendista meccanico.
Che pertanto almeno tale soggetto fosse da ritenere non credibile, è assolutamente ovvio.

Infine quando scrive:
“Guzzanti e Scaramella s'inventavano un altro complotto: quello che collegherebbe la loro imminente dipartita (per fortuna mai avvenuta) con quelle di Anna Politkovskaja e Litvinenko (purtroppo morti per davvero).” Credo che lei si riferisca alla corrispondenza fra E.Limarev e Scaramella del 30 e del 31 ottobre, dove viene giustappunto descritto tale complotto.

Ora, non comprendo come lei possa affermare che tale documentazione sia riferibile ad un “altro complotto inventato da Guzzanti”, essendo tali messaggi provenienti dalla Russia ed essendo considerati sino ad oggi tutto, peraltro anche da Scotland Yard, fuorchè un’invenzione di Paolo Guzzanti.
Si tratta pertanto di un’affermazione da lei originata e non documentata, di cui le sarei grato se sapesse fornirmi maggiori delucidazioni.

Purtroppo però le imprecisioni e le inesattezze nel suo articolo continuano.

Quando scrive che Scaramella è imputato del reato di calunnia “ANCHE ai danni di un certo Talik”, porta nuovamente fuori strada chi legge. Perché lei sa benissimo che Scaramella è imputato del reato di calunnia SOLO ai danni di un certo Talik.

Infine, quando lei conclude: “Ormai è chiaro che, col traffico d'armi e la strage anti-Guzzanti, non c'entrano nulla: qualcuno, in contatto con Scaramella, ha fabbricato a tavolino la montatura, infilando nel camion, forse durante il travaso della merce a Teramo, le due bibbie con le granate (gli unici due pacchi non scritti in cirillico di tutto il carico).”, Lei sta parlando di fatti non provati, di un procedimento ancora in fase istruttoria e quindi di un detenuto in attesa di giudizio.
Lei in realtà, quale giornalista espertissimo di procedimenti giudiziari, sa benissimo che il fatto che:
a) sia stata emessa una sentenza assolutoria nei confronti dei quattro ucraini ove, nella formula più ampia, al massimo si potrà leggere che essi non hanno commesso il fatto, o che comunque non è dimostrabile che l’abbiano commesso
b) sia in corso un procedimento penale presso il tribunale di Roma ove la magistratura inquirente dal 3 marzo 2006 (oltre un anno) sta indagando su quel trasporto di granate, detenendo in carcere oltretutto da 5 mesi Mario Scaramella in via cautelare, senza essere ancora approdata ad un rinvio a giudizio (il che la dice lunga sugli effettivi elementi indiziari disponibili)
non è assolutamente dimostrativo del teorema: Ucraini assolti = Scaramella ha messo lui le granate.
Pertanto lei, proponendo come vero il teorema stesso ai suoi lettori, non fa certo onore alla sua fama di giornalista che riferisce solo cose vere e documentate, anzi, si declassa a quella di propagandista.

Così anche quando si unisce a Bonini di Repubblica nella formula diffamatoria ” Guzzanti e Scaramella hanno calunniato e rovinato la vita a quattro innocenti.” commette la stessa caduta di stile, perché sa benissimo che Guzzanti non ha mai calunniato nessuno (la calunnia è un reato ben preciso e per essere calunniatori bisogna commetterlo, questo reato) e che Scaramella ha segnalato un trasporto di armi in circostanze in cui la malafede è ancor tutta da dimostrare.

Con immutata stima (e le saprò dire quanta dopo una sua gradita replica)

Enrix